martedì 17 marzo 2026

Libri


 

Tra fine del XIX secolo e il Primo Conflitto Mondiale, Persia e Afghanistan – territori già in parte controllati, da Impero Russo e Impero Britannico - divennero l’obiettivo militare, geostrategico ed economico di Germania e Turchia: realtà statuali (la seconda, in fase di declino) proiettate alla riscoperta, alla conquista e allo sfruttamento di questi due antichi Paesi, uniti dalla fede musulmana, ma divisi tra fra famiglia sciita e famiglia sunnita: nazioni dissimili in quanto a forma di governo, e al loro interno non omogenee poiché molto frammentate sotto il profilo etnico e culturale.  L’obiettivo di questo breve testo non è però quello di analizzare e raccontare accademicamente la genesi storica di Persia e Afghanistan, ma quello di narrare una straordinaria impresa esplorativa portata a compimento, tra il 1914 e il 1916, da un manipolo di militari e civili tedeschi e austriaci che, inviato dai rispettivi governi proprio in Persia e Afghanistan, alla ricerca di alleanze anti britanniche e anti russe, e di tesori, molti dei quali ancora nascosti, ed altri no, come ad esempio il nuovo ‘oro nero’ scoperto in Persia nel 1907.

Se da una parte, Berlino e Costantinopoli si mossero in tal senso sulla spinta delle sopracitate impellenti necessità geostrategiche, coloro i quali parteciparono a quelle ardite esplorazioni nell’Asia di Mezzo (tutti uomini di grande preparazione umanistica e scientifica), furono anche mossi da squisite ambizioni culturali, pur rimanendo fedeli alle molteplici missioni militari e diplomatiche ad essi affidate: missioni che, almeno in parte, riuscirono a portare a compimento. Questi uomini, assai poco noti al grande pubblico dei Lettori, dimostrarono doti decisamente fuori dal comune e non certo inferiori a quelle dimostrate ( con maggiore fortuna), più o meno nello stesso periodo storico, da un altro grande e celebrato, forse a dismisura, esploratore combattente e diplomatico: Thomas Edward Lawrence, ufficiale inglese che, tra il 1916 e il 1918, operò i Arabia e Medio Oriente riuscendo nell’intento di sollevare le tribù beduine dell’Hegiaz contro gli Ottomani. Ma se sulle gesta di un Lawrence sono stati versati fiumi di inchiostro, ben meno ne è stato concesso, almeno in Italia, ad un Oppenheim, a Wilhelm Wassmuss, a un Fritz Klein, a un Werner Hentig o a un Oskar Niedermayer, tanto per citare soltanto alcuni degli esploratori austro tedeschi che vennero impegnati in Persia e Afghanistan.

Questo testo prova, sinteticamente, a rendere noto ad un pubblico più vasto, le molteplici ed eroiche vicissitudini, di un pugno di giovani indomiti, ma sfortunati che, con le loro incredibili gesta, giunsero quasi a ribaltare le sorti del Primo Conflitto Mondiale. Il tutto in silenzio, come i deserti assolati e popolati da tribù ostili dell’altopiano iranico e gli aspri ed alti bastioni di pietra afghani che dovettero affrontare. Questo è lo scopo del nostro narrare. Storie di combattimenti e sofferenze inaudite, ma soprattutto storie di uomini inghiottiti, per loro stessa volontà, in un vasto, multiforme contenitore geografico, etnico, linguistico e culturale dal passato glorioso. Lande desolate, abbaglianti, che stanno un po’ a cavallo tra il razionale e il leggendario. Spazi, quelli dell’Asia di Mezzo, che sembrano indicare più luoghi dell’anima e del ricordo, che non terre banalmente vere. Onore, dunque, a chi ha osato attraversare ed esplorarle quel mondo, sconvolto anch’esso da guerre ed invasioni, con determinazione frammista a profondo senso del dovere.