Rivista storica 'politicamente scorretta'.
Numero monografico sulla Prima Guerra Mondiale.
GLI OBIETTIVI DI UNA TESTATA ‘POLITICAMENTE SCORRETTA’
Sono passati tanti anni da quando, per la prima volta – avevo già
l’onore di ricoprire l’incarico di Direttore responsabile – presentai ai
Lettori questa testata. Da allora molte cose sono cambiate, ma il
quadro politico, caotico e spesso incomprensibile, del nostro Paese -
ormai precipitato in una crisi morale, culturale ed economica senza
precedenti - appare immutato, anzi aggravato, anche grazie al perdurante
dominio dei poteri forti della finanza globalizzatrice, alle folli
scelte della UE in materia di immigrazione terzomondista e al trionfo
quasi incontrastato del pensiero unico relativista. Quest’ultimo,
attraverso una politica che mira alla disgregazione culturale e
religiosa di un continente, sta riducendo l’Europa (e l’Italia) in un
dantesco “contenitore” polimorfo, senza identità. Fatte queste
considerazioni, a nostro parere, tenere in piedi una testata come Storia
Verità, cioè una rivista di area, ma indipendente e politicamente
scorretta (nel senso più sano del termine) che, a suo modo e nel suo
piccolo, cerca di contrastare lo sfacelo culturale generale, è più che
necessario, anche se estremamente impegnativo. L’asperrima crisi
economica incide, infatti, non soltanto sulle tasche dei Lettori, ma
anche sul morale di eventuali sponsor, restii all’idea di sostenere una
delle poche “voci libere” del panorama editoriale nazionale di settore.
Andare avanti diventa dunque arduo, anche se, chi Vi parla - anzi, Vi
scrive - rimane fermamente deciso a non abbandonare la partita, ma al
contrario a rilanciare, con maggiore e necessaria determinazione: quella
forza che, grazie al Cielo, è stata corroborata e confortata in questi
anni dalla simpatia e dalla fedeltà dei nostri valorosi Lettori. Grazie
alla solidarietà e al coraggio di questi ultimi, e nonostante
molteplici, pesanti vicissitudini, Storia Verità è riuscita, infatti, ad
emergere e ad affermarsi e qualificarsi come punto di riferimento
onesto e sicuro per chi ama la Storia, e soprattutto la Verità
‘storica’: scopo ultimo, professionale e morale, che continueremo a
perseguire ad ogni costo. Fatta questa premessa, contrariamente alla
prassi corrente, rinunciamo alla consueta illustrazione dei contenuti di
questo numero, in quanto riteniamo più opportuno - alla luce delle
grandi sfide che ci attendono - soffermarci brevemente (come facemmo in
occasione dell’uscita del primo numero) sul significato e sugli
obiettivi culturali che la nostra testata vanta e persegue. Storia
Verità nacque per colmare un vuoto e per combattere, con gli strumenti
dell’intelletto e in virtù dell’amore per la libertà di espressione, la
presunta (diciamo “presunta” in quanto non reale) “egemonia culturale”
della Sinistra nel settore della storiografia, soprattutto quella
riguardante l’epoca delle grandi ideologie, cioè il Novecento. Una
“presunta egemonia” che si è potuta imporre nell’immaginario collettivo
del popolo italiano solo e soltanto grazie all’appoggio sistematico di
soggetti politici e finanziari ben radicati nei centri di potere e nella
finanza. Per decenni, la Sinistra istituzionale ha infatti lavorato con
lo scopo, per altro brillantemente conseguito, di creare una sorta di
monopolio conformista della storiografia e del sapere in genere, negando
nel contempo dignità culturale non soltanto ai ricercatori
“tradizionalisti”, ma a tutti coloro i quali non condividevano
determinati principi. In buona sostanza - grazie anche al completo,
colpevole e sciocco disinteresse manifestato, anche in questi ultimi
anni di bipolarismo, dai partiti di Centro-Destra - la Sinistra ha avuto
buon gioco nel negare a più soggetti l’opportunità di esprimere
liberamente e con cognizione di causa opinioni circa la storia, intesa
come genesi non del tutto casuale della specie umana. Non solo,
recentemente una certa Sinistra si è presa pure il lusso di esercitare
una sorta di blanda e incompleta revisione dei fatti relativi al secolo
scorso, vedi ad esempio le foibe e gli eventi del “triangolo rosso”
emiliano. Storie e temi in realtà da decenni a noi noti, ma sconosciuti
al grande pubblico, tentando di darsi un’immagine più liberale ed
aperta, ma agendo in realtà con il preciso scopo di addomesticare,
attraverso un’accorta, misurata, ma molto disinvolta tecnica della
“parziale ammissione” (cioè storicamente contingentata) di realtà
orrende che, se analizzate con radicale onestà intellettuale e politica,
avrebbero smascherato una volta per tutte l’inconsistenza scientifica e
la sostanziale falsità ideologica insite nell’indagine storiografica
marxista o postmarxista. Detto questo, riteniamo che Storia Verità (che,
fortunatamente, si avvale di uno staff di Collaboratori di sicuro
spessore culturale e morale) possa - nel suo piccolo - contribuire a
ribaltare questo criterio o prassi di indagine mistificatorio, malato,
oltre che inadeguato, dando spazio alla rivisitazione obiettiva, e
quindi non conformista, di eventi che hanno determinato, nel bene e nel
male, quei cambiamenti epocali ai quali stiamo assistendo e dei quali,
purtroppo, molti italiani non sono ancora in grado di darsi una
spiegazione logica: impossibilità determinata, come si è accennato, da
decenni di disinformazione. Il tutto per offrire al lettore non certo
soluzioni definitive, bensì un’opportunità di scelta e soprattutto
strumenti che lo possano aiutare a decrittare il presente attraverso
un’onesta e corretta comprensione del passato. Il tutto, nella
convinzione che il vero impegno culturale non possa limitarsi
all’isolamento e all’autocompiacimento onanistico di tipo elitario
(antica quanto grave patologia che affligge il mondo erudito, o
sedicente tale, “italiota”), ma alla corretta e sempre più ampia
divulgazione e, nel nostro caso, alla rivalutazione di un patrimonio
culturale immanente, quello della Tradizione (cioè l’insieme dei miti e
delle credenze “naturali” basate sull’azione sui quali l’Occidente ha
creato le sue fortune: anello di congiunzione tra culto del sacro e
ragione) che tanto scherno, ma anche tanta paura suscita nei politici,
negli storiografi e nei filosofi di Sinistra, così ciecamente impegnati
nella loro speculativa e spregiudicata azione pedagogica di massa, al
punto da dimenticare il vero, autentico ed immutabile “comune sentire”
dei popoli e delle nazioni.
Alberto R0SSELLI (Direttore responsabile)