giovedì 14 ottobre 2021


 Brevi riflessioni sul Mondo Moderno.


La delazione è l'arma dei deboli e delle persone che covano rancori inconfessabili o pretese assurde. Amo maggiormente essere aggredito o insultato di persona. Ma vorrei guardare negli occhi chi biasima, a torto o a ragione, un mio comportamento o un mio pensiero. La delazione getta un'ombra sinistra non tanto su chi la subisce, ma su chi la esercita.

 

 

In quel capolavoro - mi riferisco alla 'Scienza Nuova' (opera del grande Giambattista Vico tanto disprezzata dai razionalisti e dai post Illuministi) - Vico spiega in due parole l'aspetto metafisico della Storia rigettandone ogni facile interferenza 'meccanicistica'.
Per Vico di tutte le forme di conoscenza umana, l'unica che assomigli analogicamente alla scienza divina è la Storia, poiché nelle altre forme di conoscenza l'oggetto conosciuto non è stato affatto l'uomo, che è il soggetto; al contrario la Storia analogicamente possiede la stessa perfezione che in Dio ha la Scienza metafisica, anche perché in Dio si identificano oggetto e soggetto. In tal modo l'intera tradizione cartesiana viene completamente smontata da Vico. Non soltanto la Storia è Scienza - contro il pensiero illuminista e razionalista che nega alla Storia il carattere di Scienza - bensì è l'unica Scienza di cui l'uomo sia in grado di gestire perché è l'unica nella quale Soggetto e Oggetto si identificano.
 
 
 Dopo il Comunismo e il Nazismo (il Fascismo non fu una dittatura, ma più semplicemente un modesto ed imperfetto 'regime autoritario') l'Europa, intesa come 'realtà politica', non esiste affatto. O meglio, esiste in quanto 'dittatura ambigua, subliminale, ma assoluta' della finanza speculativa e dell'anarchia etica: un capolavoro portato a compimento dal Relativismo politologico e filosofico. Quello destinato a distruggere l'identità culturale di un Continente.
 
 
 Il problema del Centrodestra politico sta nella sua congenita allergia alla Cultura. Sono asini, in buona fede. Ma asini. La Sinistra (che è composta da asini 'diligenti') è destinata a vincere. Non certo per le sue idee (puerili e nocive), ma per la sua costanza nel fare i compiti a casa.
 
 
L'essere di Sinistra è una malattia mentale? Forse. ma quel che è certo è che fa venire il pisello mollo. Suvvia, esistono anche Signore che amano essere schiaffeggiate, per conseguire un orgasmo, anche tramite un mocio Vileda,.. sebbene dubiti che ciò rappresenti la norma....
"Il mondo 'sinistroide' è una “pseudocomunità paranoide”, cioè un sistema immaginario dentro al quale c’è la verità e la giustezza, mentre fuori prevale un dispositivo persecutorio e cattivo."
Vladimir Bukovskij - come ricorda giustamente il giornalista e scrittore Adriano Segatori (leggi sue puntuali considerazioni su 'Primato Nazionale' 2015) - disse molto tempo fa che non può esistere un 'sinistroide' intelligente e in buona fede: se è in buona fede, è un cretino, se è intelligente ha interessi personali sufficientemente loschi per esserlo. Il grande dissidente russo non era a conoscenza di un’altra variabile, oltre alla sua condivisibile interpretazione.
La terza alternativa veniva proposta nel 1996 dal professor Raffaele Vizioli, ordinario di Neurologia all’Università “La Sapienza” nonché vive-presidente della Società italiana di Psichiatria biologica, in un saggio dal titolo “Psicopatologia del comunismo”. Al di là delle specificazioni didattiche, e valutando soltanto il comportamento verbale e non verbale dei vari comitati antifascisti e pacifisti, si può facilmente arrivare ad una diagnosi di psicosi paranoide con ragionevole certezza.
Il pensiero del 'sinistroide' è organizzato su uno schema esclusivamente emotivo, che nega qualsivoglia parametro di realtà e che agisce sugli strati pulsionali e primitivi del sistema rettile del cervello.
Il meccanismo psicopatologico è facilmente comprensibile con alcuni esempi. “Il comunismo ha sempre combattuto per la democrazia, la libertà e il benessere dell’uomo”. Ora, c’è qualcuno che possa documentare questa affermazione in un qualunque paese del mondo – dalla Rivoluzione di ottobre ad oggi? C’è qualche popolo che possa testimoniare sulla prosperità ottenuta e sui diritti individuali esercitati in un potere socialista? Nessuno.
I disastrati apologeti ti risponderebbero che quello non era il “vero” comunismo, e che il vero comunismo è altro e altrove. “Il comunismo è il difensore delle minoranze e delle ragioni personali”. Dove? In Italia, dove il PCI espelleva l’omosessuale Pasolini per indegnità morale? In Spagna, paese europeo che ha conosciuto la più sanguinaria eliminazione degli anarchici alleati? All’Est? Dove in nome dell’ateismo di Stato vennero imprigionati e soppressi decine di migliaia di cristiani e le chiese trasformate in granai?
“Il socialismo è per la pace tra i popoli”. È un po’ difficile da sostenere questa tesi da parte di una ideologia che ha procurato oltre cento milioni di morti, a meno che per pace non si consideri quella eterna cimiteriale di tutti gli oppositori attivi, e quella della censura poliziesca che ha riempito carceri e gulag di dissidenti di ogni tipo.
Gli esempi potrebbero continuare, ma una domanda sorge spontanea: se questa è una malattia, quale potrebbe essere la cura? È qui che la questione si fa scottante.
Il problema clinico è talmente grave che rientra in quei disturbi che vengono considerati non solo incurabili, ma addirittura intrattabili. L’ideal-tipo comunista è un narcisista talmente invischiato nella propria falsa identità che non può tollerare un confronto con la realtà.
I suoi meccanismi difensivi sono quelli primitivi: la negazione, che allontana ogni responsabilità e presa di coscienza, e la proiezione, che rinvia ad altri ogni causa dei fallimenti e delle frustrazioni. Mentre da un lato c’è una percezione inconscia, e inammissibile razionalmente, del fallimento personale e politico, dall’altro subentra una compensazione patologica per affrontare il senso di impotenza e di delusione.
La sua debolezza, la sua incompetenza e la sua disgrazia esistenziale scatenano delle reazioni eccessive che, alla fine, diventano un vero e proprio abito mentale ed una struttura caratteriale. Il comunista non accetta l’incertezza, quindi la dialettica ragionata, ma vive e si relaziona con l’altro e il mondo circostante solo attraverso il filtro del sospetto e della diffidenza, perché le sue difese psicotiche – fondamentali per sostenere una pur distorta immagine idealizzata di sé – gli impediscono di confrontarsi con punti di vista altrui, di accettare un livello di fiducia, di condividere ipotesi e prospettive.
Il mondo 'sinistroide' è una “pseudocomunità paranoide”, cioè un sistema immaginario dentro al quale c’è la verità e la giustezza, mentre fuori prevale un dispositivo persecutorio e cattivo.
Tale stato psichico comporta necessariamente un unico sentimento: l’odio. In altre parole, se tutto è interpretato contro di lui, tutto è nemico, quindi da odiare e da distruggere. All’interno di questa logica perversa e regressiva, il contraddittorio non può essere tollerato e l’unica azione possibile è tacitare chiunque sia percepito come un pericolo per la propria identità contraffatta e malata.
Stravolgimento della realtà, negazione della stessa e presunzione di verità assoluta da imporre con ogni mezzo. Questa è la dinamica paranoica e comunista. Si racconta da parte di Trockij che di fronte ad un progetto velleitario e inconcludente Lenin questi abbia risposto: “Se il mio piano contrasta con la realtà, peggio per la realtà”. Lenin ha fallito, il comunismo è miseramente finito, l’unica cosa certa – al di la dell’impossibile dialogo – che questi relitti rimasti moriranno pazzi.
Adriano Segatori, 'Primato Nazionale', 17 Maggio 2015.
 
Vladimir Konstantinovič Bukovskij
 
 Il 'nichilismo progressista' che sta erodendo la nostra civiltà occidentale è - come osserva Claudio Bonvecchio - la svalutazione dei Valori supremi; non a caso la sua essenza è il tecnicismo e il formalismo privo di ethos (l'antica 'teoria del vivere' greca) e di nomos (lo 'spirito supremo delle leggi' , anch'esso dell'antica Grecia). A questo proposito, giova ricordare che gli stessi Greci - come afferma giustamente Francesco Lamendola - non credevano nel progresso, ma in una Legge metafisica espressione di una Volontà divina.
 
 Parafrasando Alain De Benoist: l'errore capitale dei 'pacifisti' sta nel considerare la Guerra e la Pace quali concetti non politici, ma morali. Da qui l'intolleranza ideologica ed etica che consente al sedicente 'giusto' di sterminare il sedicente 'portatore di mali'. Il tutto, ovviamente, in nome e a beneficio della 'fraternità globale'.
 
 La Cultura può essere definita come "la trasmissione da una generazione all'altra, attraverso l'insegnamento orale e scritto, di apprendimenti, usanze, valori ed altri fattori che influiscono profondamente sui comportamenti" (North Douglas). In altri termini, le Comunità devono dunque conservare e definire 'quadri identitari' propri, inattaccabili, da trasmettere alle generazioni future appartenenti ad un determinato 'territorio', pena pericolose, innaturali e fuorvianti commistioni.
 
 Penso (da tempo) che la Democrazia si stia, purtroppo, mutando in Demagogia. Concetto ormai vuoto poiché privo di una regola morale trascendente, la Democrazia è foriera di molte Libertà che, tuttavia, vengono sfruttate e 'abusate' in senso nichilista e relativista, trasformando, in questo modo, la Libertà in comoda 'licenza', e consentendo a tutti gli idioti e agli ignoranti di acclamare ogni nuova 'regola' progressista che non contempli alcuna 'regola' etica.
 
 
Pierre Manent (filosofo e politologo 'liberale' francese e autore di "Situation de France", testo che illustra l'impotenza francese di fronte all'avanzata dell'Islam):
"Non è più sufficiente la 'laicità' per combattere l'Islam. E diversamente da quanto sostengono i 'liberi pensatori', il pensiero laico nulla può contro la religione musulmana...Occorre un ritorno alla fede cristiana".
 
 "Nel Simbolismo cristiano Destra e Sinistra rappresentano due poli o principi in opposizione. La Destra è da ricondurre al principio celeste, attivo, maschile, solare e dispensatore di luce, che corrisponde alla razionalità, alla funzione analitica della mente umana (con sede nell'emisfero sinistro del cervello). La Sinistra è invece il principio terreno, ricettivo, femminile, lunare e oscuro, che corrisponde alla funzione intuitiva e olistica della mente (con sede nell'emisfero destro)...Detto ciò, i termini 'maschile e 'femminile' non vanno mai intesi con riferimento soltanto al sesso. Maschio e Femmina posseggono in potenza sia il principio 'maschile', sia quello 'femminile, e talora sono raffigurati simbolicamente come 'congiunti', come una coppia sovrapponibile, ad illustrare il senso di tale principio (cfr. Donna, Unione, Uomo).
 
 L'infatuazione è il borotalco profumato del cuore. E' un piacevole, ma inaffidabile venticello, ma va via con un soffio di Maestrale contario. L'Amore (quello vero) è, al contrario un vento costante, non necessariamente impetuoso, ma costante: nel tempo e a dispetto del dio Eolo. Esso non bada, infatti, all'andamento dei venti o al passaggio delle stagioni. E' un sentimento - sotto questo aspetto - 'metafisico', ma allo stesso tempo, reale e concreto.
 
 
"Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sull'uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento."
Henri-Frédéric Amiel (Ginevra, 27 settembre 1821 – Ginevra, 11 maggio 1881) è stato un filosofo, poeta e critico letterario svizzero.

martedì 5 ottobre 2021


 

Libri consigliati.
 
"Nel Simbolismo cristiano Destra e Sinistra rappresentano due poli o principi in opposizione. La Destra è da ricondurre al principio celeste, attivo, maschile, solare e dispensatore di luce, che corrisponde alla razionalità, alla funzione analitica della mente umana (con sede nell'emisfero sinistro del cervello). La Sinistra è invece il principio terreno, ricettivo, femminile, lunare e oscuro, che corrisponde alla funzione intuitiva e olistica della mente (con sede nell'emisfero destro)...Detto ciò, i termini 'maschile e 'femminile' non vanno mai intesi con riferimento soltanto al sesso. Maschio e Femmina posseggono in potenza sia il principio 'maschile', sia quello 'femminile, e talora sono raffigurati simbolicamente come 'congiunti', come una coppia sovrapponibile, ad illustrare il senso di tale principio (cfr. Donna, Unione, Uomo).

giovedì 30 settembre 2021


 

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ALCUNI ARTICOLI PUBBLICATI
 
 
La Chiesa non si rinnova conformandosi allo “spirito del mondo”, ma con lo “spirito di Cristo”. Di Louis de Touche.
Friedrich Wolf: Un drammaturgo comunista ‘pentito’. di Giuseppe Moscatt.
Edgar Allan Poe e la cosmologia moderna. Di Francesco Cappellani.
Ahmad Shah Massoud, il ‘Leone’ del Panshir. Di Roberto Roggero.
Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau: i maneggi di un abile uomo di governo. Di Giuseppe Moscatt.
Presentazione del libro: ‘La caduta dell’Impero Ottomano e le radici della politica di Erdogan’, di Alberto Rosselli.
Franca Florio, “regina” di Palermo, e la fine di una grande dinastia siciliana. Di Francesco Cappellani.
L’Opinione. L’Editoria di Destra (o Conservatrice): tra pensiero forte e fibrillazioni. Di Alberto da Passignano.
La Sicilia, terra di conquista e scambio. Riflessioni a due secoli dalla battaglia navale di Capo Passero. Di Giuseppe Moscatt.
Prefazione del libro di Alberto Rosselli ‘Gli Ascari’ del Kaiser’, a cura di Marco Cimmino.
Recensioni. ‘Col ferro e col fuoco’ di Valeria Isacchini.
L’’ombra dei ‘Fratelli Musulmani’ dietro la campagna mediatica occidentale contro il presidente Abdel Fattah al-Sisi e l’Egitto. Di Louis de Touche.
Recensioni. L’eminente sociologo e politologo Carlo Gambescia esamina tre diversi testi di Alberto Rosselli.

lunedì 27 settembre 2021


 Alberto Bebe Rosselli.


La perdita di un falso amico è sempre un vantaggio. Quasi una crescita: essa ci restituisce la capacità di veder l'Amicizia vera. Come la separazione di certi amanti ci fa ritrovare l'amore che pensavamo inutili.

 

 A mano a mano che ci si allontana dalla giovinezza, se il proprio tempo non è stato speso malamente, si impara a vivere con se stessi, ma anche di se stessi: cosa del tutto diversa dal sentirsi soli.

 

 Ogni vera amicizia conduce chi la sente sopra la sua stessa esistenza terrena, ma a un livello da cui la domina. Ecco perché gli Amici di sangue e intelletto non si stancano mai di parlarsi.

 

 Considerando ciò che ho fatto (umanamente e professionalmente) nella mia modesta, ma produttiva vita, non ho alcun dubbio di aver meritato molti avversari e addirittura feroci nemici, ma sono sicuro di aver guadagnato pochi, selezionati e pazienti amici.


 Yukio Mishima


Brevi riflessioni.

La 'modernizzazione', il trionfo della cosiddetta 'Scienza' hanno trasformato l'uomo in un Essere che non sa distinguere la Vita dalla Morte. Anzi, che nega il concetto stesso di Morte. Il nichilismo ateo ci ha portato a tanto, facendo sì che un individuo subumano come Fedez (banale microcefalo sedicente filosofo) possa allontanare, con i suoi versetti, da noi ciò che è naturale e scontato. Vivere più a lungo, grazie alla Scienza, non mi fa gioire. Ciò che conta è la qualità della vita (breve o lunga che sia), ma non la sua lunghezza artefatta. Cito, a questo proposito, Yukio Mishima: " Il Valore di un uomo si rivela nell'istante in cui la vita lo confronta con la morte. Tuttavia, noi viviamo in modo tale che nulla ci costringe a testimoniare la nostra saggia risolutezza nell'affrontare la morte (...) poiché non solo in Occidente, ma anche nel mio Oriente", la 'fine' è stata rimossa, esorcizzata, nel tentativo puerile di nasconderla e fare tutti felici. E sciocchi.

 

 

“L'intero complesso della tua vita ti travolge quando si vive da soli. Si viene stupefatto da essa. Per sbarazzarsene si tenta di riversare parte di essa sulle persone che vengono a trovarti, e loro lo odiano. Essere soli significa allenarsi alla morte.”
 
Louis-Ferdinand Céline

martedì 21 settembre 2021

 BREVI RIFLESSIONI


L'idea della 'Pace' è il 'comodo' 'oppio' di chi non conosce la Storia. I 'Conflitti' tra nazioni, etnie, gruppi religiosi ed altro fanno parte dell'evolversi stesso della Storia e dell'indole umana. Fare finta che tutto ciò non sia vero, o incivile, fa parte della ipocrita 'mitologia buonista': quella che porta a sonni leggeri, egoisti e criminali, in quanto non tiene conto dei 'Diritti' dei più deboli che, per non essere cancellati dalla terra debbono difendersi, anche con le armi, come ogni padre o madre difenderebbe la propria famiglia.

 

 Penso che per il futuro dell'Umanità non ci sia alcuno scampo. Prevarranno gli idioti utili ai potenti e la gente sarà ridotta a servi ubbidienti e sodomiti. Ma badate: Non saranno 'schiavi', ma 'liberti' utili per produrre a reddito da fame, ma nel contempo necessari a 'consumare'. Fortunatamente, data la mia età, sarò già morto.

 

 Emblema del nichilismo relativista e ateo che sta distruggendo l'Occidente è il Kirillov di Dostoevskij. Colui il quale preferisce il suicidio alla vita in quanto troppo 'impegnativa'. L'autodistruzione di una Civiltà come la nostra è ben rappresentata da Kirillov: uomo impotente, pauroso e debole. Il personaggio Kirillov cerca, tramite il suicidio, una 'disperata fuga dall'Essere'. Per questo povero disgraziato (che con la sua morte voluta arreca danno e dolore a chi lo ama), la via della Libertà conduce (o meglio, egli spera che conduca) ad un nulla immaginario e indolore: comodo rifugio assente da Dio e da ogni giudizio.

 

 Per credere onestamente in qualcosa occorre, prima (e per molto tempo), non credere a nulla. La verità è un pulitissimo deserto abitato soltanto da te stesso; il non vero è una meravigliosa distesa di prati in fiore piena di turisti vocianti.

 

 Qualsiasi 'progresso' scientifico non sostenuto da un pensiero filosofico che ne moderi l'arroganza (insita in ogni uomo) e che ne tracci una rotta etica è destinato a produrre danni incalcolabili. Senza considerare che la conoscenza (prassi della cultura) se non è supportata dall'intelligenza autoconservativa non serve a nulla.

 

 Fino a quando i 'Conservatori' (cioè il Centro Destra Italiano in senso positivo) non capirà la 'lezione' di Gramsci non andrà da nessuna parte. Rivalutare, studiare e approfondire l'eredità di una Destra letteraria, ma anche artistica di Destra, e proporre idee 'nuove' (anziché scopiazzare quelle ormai putride della ex 'cultura di Sinistra) non porterà a nulla. La Destra e il movimento conservatorista italiano rimangono arroccati su posizioni statiche e controproducenti: l'origine di questo handicap? La paura di esprimersi e la ridicola sudditanza nei confronti che, come si è detto, di una 'cultura di Sinistra' che di fatto non esiste più. Forse trattasi di un problema psichiatrico a sfondo sodomitico. In ogni caso, personalmente continuo a scrivere libri e a battermene i koglioni dei complessati e, più spesso, dei codardi.

 

 Chi nella vita non prende mai una posizione chiara e netta in materia politica, etica, sociale e sentimentale - vuoi per timore, vuoi per non perdere comode posizioni - non ha alcun diritto di lamentarsi di come vanno le cose. Meglio che taccia e svolga il suo ruolo di eunuco muto e frustrato. Cristo ha insegnato il coraggio di dire e fare, anche a costo di subire qualche seccatura. E se lo ha detto Cristo (finito in croce per avere detto la Verità) per un uomo comune, che rischia assai di meno, deve essere una regola morale inderogabile.

 

 Pane al pane, vino al vino. La Chiesa non può essere 'sociale', mondana o filo marxista (come desidera papa Bergoglio, apostata conclamato), ma nemmeno capitalista in senso speculativo finanziario e mondialista, poiché entrambi questi sistemi storici hanno dimostrato di non essere capaci di di assicurare a tutti gli uomini i diritti fondamentali professati da Cristo e dal Diritto Naturale. Ma a quanto pare l’Occidente (ormai contaminato dalla lue nichilista e relativista atea) sembra essersi fatto sordo alla parola di Dio. Non a caso la deforma, la adultera (attraverso buonismi ipocriti), la scompone, la tradisce (attraverso un finto agire 'umanitario'); ne fa - in sostanza - oro per gli sciocchi, secolarizzandone il contenuto. “In seguito alla morte di Dio, tutti i falsi profeti si considerano eredi di Dio”. Di qui le nuove, fragili escatologie proiettate in un futuro esclusivamente mondano e telematico; di qui il proliferare di improbabili, nuove dottrine basate sul relativismo egoistico, sulle mode globalizzatrici e 'scientiste', frutto anch’esse della 'storicizzazione' radicale del cristianesimo. Di di qui la corsa folle verso l’utopia della tecnologia intesa come nuova ed unica Religione. E il tutto nell’illusione collettiva di avere imboccato una facile scorciatoia in nome di una sorta di “antropocentrismo illuminato”, utile forse a garantire interessi diplomatici e commerciali di potenti e di gruppi finanziari, a tutelare gli investimenti, a distruggere i salari, le pensioni, ma a mantenere sempre più l’uomo-schiavo nella sua permanente e sostanziale incertezza esistenziale, cioè preda inerme del Male.

 

 So di farmi molti nemici, ma in libertà esprimo, come mio costume, il mio pensiero circa l'osannato film 'Il tè nel deserto' (The Sheltering Sky) del 1990, di Bernardo Bertolucci, tratto dall'omonimo romanzo di Paul Bowles. Trattasi si una pellicola (girata magistralmene e animata da grandi attori) che riassume, in maniera per me tragicomica, l'afflato 'esotico' di un gruppo di europei nei confronti di una supposta 'civiltà' (direi, ''cultura') di fatto 'intimamente' superiore a quella occidentale. Ovviamente, conoscendo per lavoro quei posti, meravigliosamente desolati, e abitati da gente abituata a prendere per il sedere i cosiddetti 'viaggiatori' bianchi (Bertolucci fece dire ad un suo personaggio la profonda frase: 'Non siamo turisti, ma viaggiatori'), trovo ridicolo e falso l'intero impianto di una sceneggiatura che, sicuramente, avrà fatto impazzire di gioia gli iscritti ad Alpitour. Eppoi, per dirla tutta, quel mare di sabbia mi ricorda più la polenta della Valsugana che altro. Mancano soltanto le salcicce.