BREVI RIFLESSIONI
L'idea
della 'Pace' è il 'comodo' 'oppio' di chi non conosce la Storia. I
'Conflitti' tra nazioni, etnie, gruppi religiosi ed altro fanno parte
dell'evolversi stesso della Storia e dell'indole umana. Fare finta che
tutto ciò non sia vero, o incivile, fa parte della ipocrita 'mitologia
buonista': quella che porta a sonni leggeri, egoisti e criminali, in
quanto non tiene conto dei 'Diritti' dei più deboli che, per non essere
cancellati dalla terra debbono difendersi, anche con le armi, come ogni
padre o madre difenderebbe la propria famiglia.
Penso
che per il futuro dell'Umanità non ci sia alcuno scampo. Prevarranno
gli idioti utili ai potenti e la gente sarà ridotta a servi ubbidienti e
sodomiti. Ma badate: Non saranno 'schiavi', ma 'liberti' utili per
produrre a reddito da fame, ma nel contempo necessari a 'consumare'.
Fortunatamente, data la mia età, sarò già morto.
Emblema
del nichilismo relativista e ateo che sta distruggendo l'Occidente è il
Kirillov di Dostoevskij. Colui il quale preferisce il suicidio alla
vita in quanto troppo 'impegnativa'. L'autodistruzione di una Civiltà
come la nostra è ben rappresentata da Kirillov: uomo impotente, pauroso e
debole. Il personaggio Kirillov cerca, tramite il suicidio, una
'disperata fuga dall'Essere'. Per questo povero disgraziato (che con la
sua morte voluta arreca danno e dolore a chi lo ama), la via della
Libertà conduce (o meglio, egli spera che conduca) ad un nulla
immaginario e indolore: comodo rifugio assente da Dio e da ogni
giudizio.
Per
credere onestamente in qualcosa occorre, prima (e per molto tempo), non
credere a nulla. La verità è un pulitissimo deserto abitato soltanto da
te stesso; il non vero è una meravigliosa distesa di prati in fiore
piena di turisti vocianti.
Qualsiasi
'progresso' scientifico non sostenuto da un pensiero filosofico che ne
moderi l'arroganza (insita in ogni uomo) e che ne tracci una rotta etica
è destinato a produrre danni incalcolabili. Senza considerare che la
conoscenza (prassi della cultura) se non è supportata dall'intelligenza
autoconservativa non serve a nulla.
Fino
a quando i 'Conservatori' (cioè il Centro Destra Italiano in senso
positivo) non capirà la 'lezione' di Gramsci non andrà da nessuna parte.
Rivalutare, studiare e approfondire l'eredità di una Destra letteraria,
ma anche artistica di Destra, e proporre idee 'nuove' (anziché
scopiazzare quelle ormai putride della ex 'cultura di Sinistra) non
porterà a nulla. La Destra e il movimento conservatorista italiano
rimangono arroccati su posizioni statiche e controproducenti: l'origine
di questo handicap? La paura di esprimersi e la ridicola sudditanza nei
confronti che, come si è detto, di una 'cultura di Sinistra' che di
fatto non esiste più. Forse trattasi di un problema psichiatrico a
sfondo sodomitico. In ogni caso, personalmente continuo a scrivere libri
e a battermene i koglioni dei complessati e, più spesso, dei codardi.
Chi
nella vita non prende mai una posizione chiara e netta in materia
politica, etica, sociale e sentimentale - vuoi per timore, vuoi per non
perdere comode posizioni - non ha alcun diritto di lamentarsi di come
vanno le cose. Meglio che taccia e svolga il suo ruolo di eunuco muto e
frustrato. Cristo ha insegnato il coraggio di dire e fare, anche a costo
di subire qualche seccatura. E se lo ha detto Cristo (finito in croce
per avere detto la Verità) per un uomo comune, che rischia assai di
meno, deve essere una regola morale inderogabile.
Pane
al pane, vino al vino. La Chiesa non può essere 'sociale', mondana o
filo marxista (come desidera papa Bergoglio, apostata conclamato), ma
nemmeno capitalista in senso speculativo finanziario e mondialista,
poiché entrambi questi sistemi storici hanno dimostrato di non essere
capaci di di assicurare a tutti gli uomini i diritti fondamentali
professati da Cristo e dal Diritto Naturale. Ma a quanto pare
l’Occidente (ormai contaminato dalla lue nichilista e relativista atea)
sembra essersi fatto sordo alla parola di Dio. Non a caso la deforma, la
adultera (attraverso buonismi ipocriti), la scompone, la tradisce
(attraverso un finto agire 'umanitario'); ne fa - in sostanza - oro per
gli sciocchi, secolarizzandone il contenuto. “In seguito alla morte di
Dio, tutti i falsi profeti si considerano eredi di Dio”. Di qui le
nuove, fragili escatologie proiettate in un futuro esclusivamente
mondano e telematico; di qui il proliferare di improbabili, nuove
dottrine basate sul relativismo egoistico, sulle mode globalizzatrici e
'scientiste', frutto anch’esse della 'storicizzazione' radicale del
cristianesimo. Di di qui la corsa folle verso l’utopia della tecnologia
intesa come nuova ed unica Religione. E il tutto nell’illusione
collettiva di avere imboccato una facile scorciatoia in nome di una
sorta di “antropocentrismo illuminato”, utile forse a garantire
interessi diplomatici e commerciali di potenti e di gruppi finanziari, a
tutelare gli investimenti, a distruggere i salari, le pensioni, ma a
mantenere sempre più l’uomo-schiavo nella sua permanente e sostanziale
incertezza esistenziale, cioè preda inerme del Male.
So
di farmi molti nemici, ma in libertà esprimo, come mio costume, il mio
pensiero circa l'osannato film 'Il tè nel deserto' (The Sheltering Sky)
del 1990, di Bernardo Bertolucci, tratto dall'omonimo romanzo di Paul
Bowles. Trattasi si una pellicola (girata magistralmene e animata da
grandi attori) che riassume, in maniera per me tragicomica, l'afflato
'esotico' di un gruppo di europei nei confronti di una supposta
'civiltà' (direi, ''cultura') di fatto 'intimamente' superiore a quella
occidentale. Ovviamente, conoscendo per lavoro quei posti,
meravigliosamente desolati, e abitati da gente abituata a prendere per
il sedere i cosiddetti 'viaggiatori' bianchi (Bertolucci fece dire ad un
suo personaggio la profonda frase: 'Non siamo turisti, ma
viaggiatori'), trovo ridicolo e falso l'intero impianto di una
sceneggiatura che, sicuramente, avrà fatto impazzire di gioia gli
iscritti ad Alpitour. Eppoi, per dirla tutta, quel mare di sabbia mi
ricorda più la polenta della Valsugana che altro. Mancano soltanto le
salcicce.